Sapere che la nostra convivenza si esaurisce in un'aleatoria e arbitraria fissazione di obiettivi costantemente traditi e rinnegati mi porta ad immaginare come vivremmo noi, nati da altri padri, figli di un altro tempo, non potendoci incontrare mai.
Se fissiamo noi le regole del gioco e decidiamo chi parteciperà, come possiamo incolpare gli altri di imparzialità? Salta il gioco, saltano le regole, perchè dovrei rispettarle io?
Cancellato il confine e superata la linea immaginaria, creare spazio per innalzare il muro. Un mattone sopra l’altro per nascondere l’orizzonte della ragione, per avvolgere il muro sulla nostra pelle sempre più in fondo.
La distanza diminuisce ma noi non ci incontreremo mai più, così ha deciso chi muove i fili del muro, il ghigno sprezzante per la nostra cieca operosità…ma ora il gioco e’ saltato, sono saltate le regole…il muro e’ finito, ora deve essere scavalcato
Nella natura del divenire costruire è attraversare, attraversare è lasciarsi alle spalle.
Scatto una foto alle cose che perdo e la chiamo memoria, mentre il tempo confonde le parti, se l’uno tende ogni istante a staccarsi da sé, se l’altro è ciò che per natura stai diventando: quali braccia rimarranno per accogliere? quale carattere per opporsi?
Di fronte al mare aperto di ogni nuovo inizio, pensare così forte che tutti possano sentire.
Noi non sappiamo ballare, soltanto compiere passi per non incontrarci mai, per non prenderci mai per mano, come danze di plastica, passi di carta ingiallita dai giorni. E non sappiamo ballare, sappiamo andare a fondo, guardare indietro, chiudere gli occhi.
A scegliere in fondo non siamo stati capaci mai, a rimpiangere in fondo lo siamo stati ancora e ancora.

English translation:

Knowing that our coexistence is consumed in an uncertain and arbitrary objectives constantly betrayed and disowned leads me to imagine how we would live, born to other fathers, sons of another time, that can not ever meet.
If we fix the rules of the game and decide who will participate, how can we blame others for impartiality? Skip the game, skip the rules, why should I respect them?
Erased the border and surpassed the imaginary line, create a space to raise a wall. A brick above another to hide the horizon of reason, to wrap the wall in our skin deeper and deeper
The distance decreases but we won't meet ever again, decided so who pulls the strings of the wall, the contemptuous grin for our blind industry ..but now the game is skipped, flipped the rules ... and the wall is over, now it must be surpassed.
In the nature of becoming building is to cross, crossing is leaving behind. I Take a picture of the things that I lose and I call it memory, while the time confuses the parts, if one tends to detach from itself every moment, if the other is what you're becoming for nature: Whose arms will remain to welcome you? which nature to oppose?
In front of the open sea of every new beginning, thinking so hard that everyone can hear.
We can't dance, we can just take steps to never meet, not to ever take by the hands, like plastic dances, steps of yellowed paper for days. And we can't dance, we know how to get to the bottom, look back, close your eyes.
To choose in the end we have never been able. To regret in the end we did again and again.



Lyrics submitted by trajectory, edited by xReney

6/6 Nati da altri padri lyrics song meanings
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